Negli ultimi 15 anni le aree protette di RomaNatura sono cambiate, e con esse le comunità di anfibi che le abitano
Lo studio del 2025: un aggiornamento basato su DNA ambientale
✅ Aggiornamento della distribuzione degli anfibi nelle 16 riserve
✅ Stessi ambienti indagati nel monitoraggio del 2010
✅ Metodo diverso (eDNA), stesso obiettivo: presenza delle specie
✅ Base per valutare cambiamenti in 15 anni
Rassegna della Specie
✅ Salamandrina dagli occhiali settentrionale
✅ Tritone punteggiato
✅ Tritone crestato italiano
✅ Rospo comune
✅ Rospo smeraldino italiano?
✅ Raganella italiana
✅ Rane verdi
✅ Rana agile
✅ Rana appenninica
✅ Ululone appenninico??
Salamandrina perspicillata
Endemismo Italia peninsulare. Specie d’interesse comunitario (All. II della Direttiva Habitat 92/43/CEE)
2010: monitoraggio degli anfibi con metodi tradizionali
Si conferma la sua presenza all’interno del perimetro del Grande Raccordo Anulare, in particolare nella Riserva Naturale dell’Insugherata. La sua distribuzione nella Riserva Naturale della Marcigliana è probabilmente sottostimata a causa del periodo tardivo e dell’inaccessibilità di alcuni siti.
2025 – ROMAeDNA: rilevamento delle specie tramite eDNA
2010: monitoraggio degli anfibi con metodi tradizionali
all’interno del G.R.A. presenza storica nella R.N. Monte Mario (1940 e ’80). No osservazioni nel 2010 ma un individuo catturato nel 2015. Campionamenti con eDNA non hanno rilevato la specie nel 2025.
2025 – ROMAeDNA: rilevamento delle specie tramite eDNA
Triturus carnifex
Il tritone più grande della fauna italiana. Specie d’interesse comunitario (All. II della Direttiva Habitat 92/43/CEE)
2010: monitoraggio degli anfibi con metodi tradizionali
si conferma la sua presenza nella Riserva Naturale di Decima Malafede, che risulta essere l’area protetta in cui la specie è anche più abbondante, e nella Riserva Naturale della Tenuta dei Massimi. Presente anche all’Orto Botanico
2025 – ROMAeDNA: rilevamento delle specie tramite eDNA
Lissotriton vulgaris Linnaeus
Il tritone più comune della fauna italiana. Specie d’interesse comunitario (All. IV della Direttiva Habitat 92/43/CEE)
2010: monitoraggio degli anfibi con metodi tradizionali
Questa specie è risultata presente, con popolazioni abbondanti, in quasi tutti i siti attesi, ad eccezione del sito C2 della R.N. Tenuta dei Massimi. Inoltre, nella R.N. Tenuta di Acquafredda, l’unico sito di presenza (una cisterna per la raccolta delle acque meteoriche) è risultato asciutto
2025 – ROMAeDNA: rilevamento delle specie tramite eDNA
Bufo bufo
È il più grande anfibio anuro d’Europa. Specie apparentemente ancora comune ma in declino a livello locale
2010: monitoraggio degli anfibi con metodi tradizionali
È la specie più comune, anche se non ubiquitaria, rilevata con eDNA. La specie risulta non più presente al sito nord della R.N. Tenuta dei Massimi a causa del prosciugamento della fonte d’acqua. Per questa specie si conferma la distribuzione riportata nel 2010 ma si raccomanda un’indagine combinata eDNA-Metodo classico per valutare la consistenza delle popolazioni.
2025 – ROMAeDNA: rilevamento delle specie tramite eDNA
Bombina pachypus
Endemismo Italia peninsulare. Specie italiana più minacciata in declino in tutto l’areale.
Specie d’interesse comunitario (All. II della Direttiva Habitat 92/43/CEE)
2010: monitoraggio degli anfibi con metodi tradizionali
Una sola località di presenza nella R.N. Decima Malafede (ZSC Sughereta Castel di Decima). Ultima osservazione 2005. Nessuna osservazione nel 2010 e negli anni seguenti.
eDNA non ha rilevato la specie
2025 – ROMAeDNA: rilevamento delle specie tramite eDNA
Cosa ci dice questo confronto per la gestione delle riserve
✅ Alcune popolazioni persistono anche in contesto urbano
✅ Perdita di siti legata soprattutto a idroperiodo/captazioni
✅ eDNA ottimo per screening, ma non sostituisce del tutto i metodi classici
✅ Monitoraggi ripetuti fondamentali per valutare trend
Leonardo Vignoli
Dipartimento di Scienze
Università Roma tre
