METODO
Il progetto ROMAeDNA adotta un approccio multidisciplinare e innovativo per il monitoraggio della biodiversità delle piccole aree umide in ambiente urbano e periurbano, integrando metodi ecologici tradizionali con tecniche avanzate di analisi del DNA ambientale (eDNA).
1.
Censimento e georeferenziazione delle aree umide (WP1)
La prima fase del progetto ha previsto l’individuazione, il censimento e la georeferenziazione delle piccole aree umide presenti all’interno delle aree protette gestite da RomaNatura.
Sulla base di dati storici e sopralluoghi aggiornati, sono stati selezionati i siti potenzialmente idonei alla presenza di anfibi e macroinvertebrati acquatici, con particolare attenzione alle aree di interesse conservazionistico. Tutti i siti sono stati inseriti in una banca dati georeferenziata (GIS), che rappresenta la prima base informativa strutturata sulle aree umide del sistema RomaNatura.
2.
Caratterizzazione ambientale e idrologica (WP2)
Ogni sito censito è stato sottoposto a una caratterizzazione dettagliata delle condizioni ambientali, comprendente:
✅ tipologia del corpo idrico (acque ferme o correnti);
✅ dimensioni, profondità e variabilità idrica;
✅ caratteristiche del substrato;
✅ copertura vegetazionale acquatica e ripariale;
✅ grado di disturbo antropico.
Sono stati inoltre rilevati parametri chimico-fisici dell’acqua (pH, ossigeno disciolto, conducibilità, temperatura, salinità, ecc.) mediante strumentazione multiparametrica, fornendo un quadro completo dello stato ecologico dei siti.
3.
Analisi della biodiversità tramite DNA ambientale – eDNA (WP3)
Il cuore innovativo del progetto è rappresentato dall’utilizzo del DNA ambientale (eDNA), una tecnica che consente di rilevare la presenza delle specie attraverso il materiale genetico rilasciato nell’ambiente.
Per ciascun sito sono stati raccolti campioni d’acqua, filtrati e analizzati in laboratorio attraverso protocolli standardizzati di:
✅ estrazione del DNA;
✅ amplificazione mediante marcatori genetici specifici;
✅ sequenziamento ad alta processività (NGS);
✅ analisi bioinformatica e assegnazione tassonomica.
Questo approccio non invasivo ha permesso di individuare specie rare, elusive o difficilmente osservabili con i soli metodi tradizionali.
4.
Analisi genetica e interpretazione dei dati (WP4)
I dati genetici ottenuti dall’eDNA sono stati utilizzati anche per una prima valutazione della connettività ecologica tra le popolazioni presenti nelle diverse aree umide.
Sebbene con i limiti propri dell’eDNA, le analisi hanno fornito indicazioni utili sulla struttura e sulla continuità del sistema ecologico urbano, supportando l’ipotesi di una rete funzionale di habitat interconnessi.
5.
Pianificazione gestionale e priorità di conservazione (WP5)
I risultati delle analisi ambientali e genetiche sono stati integrati in ambiente GIS per:
✅ individuare le aree umide ad alta biodiversità;
✅ riconoscere i siti degradati o a rischio;
✅ definire priorità di intervento (alte, medie, basse).
Su questa base sono state elaborate linee guida gestionali e proposte di intervento mirate, orientate alla tutela, al ripristino ecologico e alla gestione sostenibile delle aree umide.
6.
Formazione e disseminazione dei risultati (WP6–WP8)
Il progetto ha previsto attività di formazione sul campo e seminariale rivolte al personale di RomaNatura, oltre alla diffusione dei risultati attraverso strumenti divulgativi e scientifici.
L’obiettivo è garantire la trasferibilità del metodo e la continuità del monitoraggio nel tempo.