A Roma è presente una importante biodiversità.

Gli esempi che potremmo fare sono davvero tanti. Uno per tutti: nella Riserva naturale di Decima Malafede sono presenti molte più specie vegetali che in Danimarca.

Attenzione, non più che in una riserva naturale di Copenaghen, la capitale danese, non più che in tutta la capitale danese, più che in tutta la Danimarca. Un numero di specie non lontano, peraltro, da quello presente in Inghilterra, Galles e Scozia messe insieme.

Ora qualcuno potrebbe osservare che questo vale dal punto di vista quantitativo. Che dal punto di vista della qualità, invece, la biodiversità di Roma potrebbe non avere un grande valore conservazionistico.

Ebbene, rispondo che innanzitutto è vero solo in parte, perché a Roma non mancano specie considerate nella cosiddetta Direttiva Habitat o comunque di elevato valore conservazionistico; ma soprattutto rispondo che Roma ha una grande importanza per la conservazione della natura proprio perché è Roma; perché è una città con circa tre milioni di abitanti.

Avere a Roma una buona presenza della natura significa anche avere la possibilità di fare, molto più che altrove, attività di educazione ambientale, di sensibilizzazione, di divulgazione naturalistica sul campo, di coinvolgimento sociale, di citizen science, e così via. E attraverso queste attività migliorare il rapporto di tante persone con la natura e, in definitiva, il loro rispetto per la natura.

D’altra parte, se la presenza di tante persone è una importante occasione di tutela, la presenza di tanta natura significa offrire benefici ecosistemici di diverso tipo a un sacco di persone.

Anche per queste ragioni le aree protette romane e, per venire al nostro convegno, le aree protette gestite dall’ente RomaNatura hanno una enorme importanza.

E altrettanto importante è, di conseguenza, l’attività di gestione messa in atto ogni giorno da RomaNatura.

Possiamo dire, senza paura di essere smentiti, che RomaNatura fa un lavoro di grande responsabilità nei confronti della natura, dell’ambiente, dei cittadini.

Ma come si fa a gestire bene? Occorre saggezza, senso del dovere, ma anche conoscenza. Non si può gestire quello che non si conosce.

Per questo è fondamentale l’apporto che la ricerca scientifica può e deve dare a Romanatura.

Possiamo dire in generale che per ogni attività di gestione, di programmazione e di pianificazione che riguarda il territorio, la conoscenza della natura, dei suoi elementi e dei suoi fenomeni è insostituibile.

Faccio un esempio che mi riguarda da vicino.

Da qualche mese il Presidente della Regione Lazio mi ha nominato commissario straordinario per gli interventi urgenti sulla fauna selvatica.

In questa veste mi sto occupando anche, con diversi bravissimi colleghi, della presenza, spesso problematica, di cinghiali a Roma, non solo nelle aree verdi, ma anche sulle strade e in altri contesti in cui questa presenza provoca allarme e può causare problemi di sicurezza pubblica.

Svolgiamo il nostro lavoro con impegno e facendo riferimento all’esperienza e alle conoscenze pregresse di ciascuno di noi. Ma non basta; per operare bene abbiamo bisogno di capire di più i fenomeni che regolano la presenza dei cinghiali in città.

Per questo motivo la Regione, l’ISPRA e l’Università di Sassari, insieme ad altri soggetti sia pubblici che privati, stanno portando avanti una nuova (e innovativa) attività di ricerca che prevede diverse azioni: dalle misurazioni degli animali catturati (dalle quali sta emergendo che i cinghiali “di città” si accrescono notevolmente di più degli altri e cominciano prima a riprodursi), fino al tracciamento degli spostamenti dei cinghiali in ambito urbano, grazie all’apposizione su alcuni animali di radiocollari.

Quest’ultima azione, assolutamente all’avanguardia pere quello che riguarda gli ambiti urbani, sta dando risultati di grande rilievo (conoscenza degli spostamenti degli animali in città, delle aree rifugio, delle capacità e modalità di aggregazione dei cinghiali, ecc.), che saranno utilissimi per gestire i problemi, anche nelle aree protette affidate a RomaNatura.

Ebbene, l’interessante convegno di oggi, a cui ringrazio molto di essere stato invitato, dimostra che RomaNatura sta operando proprio in questi termini: aiutare la ricerca scientifica affinché la ricerca, con particolare riferimento ai monitoraggi ambientali (che consentono di capire se e come le cose stiano cambiando), aiuti l’ente fornendo informazioni preziose.

Vito Consoli